Gloria Frollini

Foto concessa da Gloria Frollini

Gloria Frollini – Interior designer (intervista Donna Stile) 

 

 

Il nostro secondo appuntamento della rubrica speciale interviste, ci porta a conoscere Gloria Frollini.

Gloria è una giovane interior designer nata e cresciuta a Roma che si occupa di progettazione degli interni, sia nella stessa capitale che in tutta Italia. Ha studiato Scienze della Moda e del Costume all’università La Sapienza di Roma e frequentato un master in arredamento di interni al Quasar Institute for Advanced Design.

I suoi lavori sono caratterizzati da un’alta cura per i dettagli e una fine ricerca di manodopera artigianale. L’abbiamo incontrata e ci siamo fatti spiegare il segreto del suo lavoro. Leggete cosa ci ha detto.

 

 

Gloria su cosa si basa il tuo stile?

Personalmente, mi piace lo stile minimalista che reputo essere bello, puro, pratico e concreto. Mi piace anche giocare con l’arredamento e, quindi, rompere il rigore del minimalismo con alcuni elementi caratterizzanti a contrasto. Amo i colori puri e neutri che trasmettono un senso di pace ed equilibrio. Ma, anche in questo caso, non essendo assolutista, mi diverto nello spezzare questi equilibri inserendo un colore che crei una rottura ma che, al contempo, armonizzi la visione totalizzante di un ambiente.

Inoltre, amo enfatizzare all’interno degli spazi la luminosità e, a questo proposito, prediligo gli open space che permettono una diffusione totale della luce. Quindi, durante la fase progettuale, cerco di eliminare ingombri visivi o pareti che impediscano alla luce di penetrare nella casa e di impossessarsi di essa. Credo che la luce sia di fondamentale importanza perché rappresenta la vita, la libertà, la bellezza e influisce sul benessere psicofisico di ognuno di noi. La luce è in grado di modificare gli spazi rendendoli vivi, dinamici e creando nuove percezioni visive. Per quanto riguarda i materiali, prediligo quelli naturali cercando di limitare al massimo l’uso delle loro imitazioni. Le materie naturali credo che diano un carattere di ricercatezza, unicità, originalità, eleganza e veridicità agli ambienti.

Quello che mi impegno a fare quando mi approccio ad una nuova committenza è conoscere la sua personalità, i suoi gusti e le sue esigenze, in modo tale da creargli un progetto su misura sotto tutti i punti di vista.

Potresti accennarci su cosa stai lavorando al momento?

Al momento sono impegnata ad organizzare un paio di cantieri: il primo e più imminente riguarda un grosso progetto che inizierà a breve relativo ad una ristrutturazione totale di un attico e superattico in zona Farnesina; il secondo, invece, riguarda una ristrutturazione parziale di un appartamento nel quartiere Trieste/Coppedé. Inoltre, sto lavorando sul progetto di una camera da letto su misura per una bambina e sul restyling di un bagno e di una cucina di un appartamento nel centro storico di Roma. In quest’ultimo caso sto studiando delle soluzioni che preservino la storicità del luogo.

Come unisci funzionalità ed estetica?

Quando sviluppo un’idea, sono due ingredienti di fondamentale importanza costantemente presenti nei miei progetti. La compresenza di queste due componenti progettuali determina il grado di fruizione che il cliente avrà degli ambienti. Quello che, ad esempio, mi propongo di fare è di non rendere un elemento o un ambiente funzionale a discapito della sua bellezza e viceversa. Durante il processo progettuale punto ad armonizzare queste due componenti e, spesso, questo implica fare varie prove e varie bozze fino ad arrivare ad un risultato ottimale e soddisfacente.

 

Foto concessa da Gloria Frollini

Quali sono per te le basi per creare un bel progetto?

Come accennavo poc’anzi, un buon inizio è il riuscire ad entrare in sintonia con il committente. Si tratta di una fase di approccio piuttosto impegnativa perché è come dover scrivere un racconto partendo da un foglio bianco. Per quanto mi riguarda, la trovo una fase molto emozionante e costruttiva, proprio perché ogni cliente è diverso e, quindi, è per me un motivo per migliorarmi e rinnovarmi. È, a tutti gli effetti, una fase di crescita professionale. Quello che faccio è cercare di capire quali siano le sue emozioni, i suoi sogni, le sue aspettative, i suoi desideri, ma anche le sue paure e le sue incertezze.

Dopo aver superato questa prima “sfida”, che include scrivere quanti più appunti possibili, faccio ricerche sugli stili che potrebbero confarsi ai gusti del cliente. Dopodiché inizio a mettere in pratica elaborando tutte queste informazioni e sensazioni, trasformandole in bozze di progetto. Generalmente propongo sempre 2/3 soluzioni come scelta. Dopo aver acquistato la fiducia del committente, inizia un processo tutto in divenire, davvero eccitante.

Come definiresti il concetto “casa”?

Considero la casa come un involucro creato ad hoc, in grado di riflettere l’essenza di chi lo vive, come se fosse una seconda pelle. È il nostro habitat, il nostro rifugio, in cui viviamo e in cui dobbiamo sentirci completamente a nostro agio. Deve essere uno spazio confortevole nel quale cullarsi e sentirsi appagati.

La mia casa ideale ha bisogno di diversi tipi di ambienti: un ambiente aperto e di socializzazione, con la luce del sole che penetra all’interno, diretta, che ne vivacizza ed amplifica i contenuti; un ambiente di relax, con una luminosità indiretta, soffusa, che smorza i toni dando un senso di pace e serenità; uno spazio più raccolto, privato, una sorta di alcova che mi permetta di trovare una dimensione più intima, lontana dai rumori e dalla frenesia della vita; per ultimo, ma non meno importante, uno spazio esterno, in cui poter essere a contatto con la natura, meditare su di essa, sentirne i profumi, i suoni e i colori.

 

Foto concessa da Gloria Frollini

Infine, Gloria, cosa diresti alle nostre lettrici se ti chiedessero: “Perché dovrei rivolgermi a un Interior Designer?”

La figura dell’interior designer è relativamente recente e, per questo, è spesso sottovalutata o, a volte, non conosciuta. Per chi non è del settore è una figura che aiuta a identificare, ordinare, organizzare e valorizzare le proprie idee. Il ruolo dell’interior designer è anche quello di capire le emozioni, i sogni e le idee del cliente per concretizzarle in un progetto che rispecchi la personalità del committente.

Grazie Gloria per avere condiviso con noi la tua esperienza professionale. Sicuramente le nostre lettrici saranno curiose di mettersi in contatto con te. Possono farlo visitando la tua pagina Instagram: @gloriafrollininteriordesign o Facebook: Gloria Interior Design

 

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