Foto concessa da Barbara Kal

 

Doppiaggio e recitazione. Il nostro appuntamento di interviste “Beviamo un caffè con” ci ha portato a conoscere Barbara Kal: attrice, doppiatrice e presentatrice televisiva. Sedetevi, bevete un caffè con noi e leggete cosa ci ha raccontato sul suo lavoro.

 

Barbara, potresti raccontarci come nasce la tua formazione nel doppiaggio e recitazione?

 

E’ iniziato tutto quando ero bambina… Studiavo pianoforte al conservatorio e contemporaneamente partecipavo a spettacoli teatrali amatoriali. A questi studi, negli anni, si è aggiunto il canto e poi il doppiaggio a Roma. Durante il percorso di  doppiaggio, ho capito l’importanza di studiare necessariamente anche recitazione. Quindi, anche se più tardi rispetto a quando avrei dovuto, mi sono dedicata per 5 anni alla preparazione nella recitazione teatrale e cinematografica, con tante discipline per poter arricchire il mio percorso.

Si finisce mai di studiare per essere dei bravi doppiatori/attori?

 

Tuttora continuo a studiare, partecipando a laboratori e workshop, perché non si finisce mai di imparare. Ho fatto tanta gavetta, sono stata sul set, sul palco, continuo a guardare film, ascoltare doppiatori, perché anche tutto questo è necessario per crescere come professionista.

Quale percorso consiglieresti a chi volesse studiare doppiaggio e recitazione?

 

Premetto che il doppiaggio italiano è considerato il migliore al mondo. Spesso sono gli stessi attori stranieri a scegliere o ad ammirare i colleghi doppiatori italiani. Si pensa al doppiaggio nei film ma ricordiamo l’animazione o anche le voci narranti nei voice over dei documentari, settore molto sviluppato negli ultimi anni. Lo studio e il mondo del doppiaggio non sono cosa facile. Posso dire che ci sono molte scuole validissime in Italia ma che non basta avere una bella voce. In realtà bisogna saper usare la voce! E’ fondamentale studiare dizione e recitazione, oltre alla tecnica, chiaramente. Dopo la formazione, per approcciarsi al mondo del lavoro, bisognerebbe assistere alle direzioni di doppiaggio e magari sperare che i direttori inizino a farti registrare al “leggio” i cosiddetti “brusii”.

Negli ultimi anni studiare doppiaggio è diventato un po’ una moda, ma il professionismo presuppone formazione, determinazione, sacrificio e gavetta. E poi c’è il saper cogliere le opportunità al momento giusto: li bisogna essere davvero preparati, perché in pochi minuti durante un provino, per esempio, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza di questo lavoro davvero meraviglioso. Con la tua voce entri in un personaggio interpretato da un attore straniero… Se ci pensate è magia pura! 

Hai fatto anche diverse esperienze come conduttrice televisiva, vorresti raccontarci qualcosa?

 

La mia esperienza di conduttrice è nata per caso, ed è quasi contemporanea all’inizio del mio percorso formativo.
In Tv ho imparato che la naturalezza vince, ma che bisogna essere molto precisi nel parlare, nel capire a chi ti rivolgi, chi è la persona che intervisti. I ruoli di attrice o conduttrice sono due lati di “me stessa”, come le facce di un vinile, sento di gratificarmi, se pur diversamente, in entrambi.
Ho avuto delle sfide in tutti e due i lavori, ma ciò che mi ha aiutato a non arrendermi, è stato il mio carattere determinato e anche  i consigli di alcune persone che mi hanno spronato ad andare avanti, anche nei momenti più difficili.

Due lati di “me stessa”, come le facce di un vinile                                                                                                                                          

Foto concessa da Barbara Kal

 

Quali eventi del tuo lavoro ti sono rimasti particolarmente impressi?

 

Premio Tonino Accolla – Foto concessa da Barbara Kal

Ogni lavoro ti lascia qualcosa di importante! Te ne cito alcuni:
E’ stato meraviglioso lavorare come attrice assieme ad altri attori molto noti al grande pubblico. Essere arrivata in finale come doppiatrice nella edizione 2015 del Premio Tonino Accolla (contest di doppiaggio), evento in cui poi sono tornata come presentatrice nel 2018 e nel 2019.

Aver dato la voce ad un personaggio di un progetto molto interessante, un audio movie, proprio durante il Lockdown, rigorosamente a distanza, tramite skype. Essere stata, se pur con piccoli ruoli, sul set di short films che stanno ottenendo dei bei riconoscimenti con la partecipazione a Festival Internazionali.

Anche il presentare il Magazine Enjoy Side, un format che parla di eccellenze soprattutto italiane e che mi da l’opportunità di viaggiare molto in Italia ed intervistare tanti imprenditori e personaggi davvero interessanti.

 

 

Quale è stato l’ultimo viaggio di Enjoy Side?

 

L’ultimo viaggio di Enjoy Side, il format tv che conduco dedicato alle “eccellenze”, è stato in Liguria, nella bella Genova in occasione del Salone Nautico. Questa è stata l’unica manifestazione in Europa dedicata al settore, dopo il lockdown.
Sono molto appassionata del settore nautico e quest’anno è stato ancora più emozionante! Finalmente è ripartita la produzione delle puntate del magazine e ho respirato desiderio e determinazione di andare avanti, da parte degli imprenditori, nonostante il momento. Poi sono felice di essere una delle poche donne che parla anche di questo settore in genere molto “maschile”.

 

Grazie Barbara per avere condiviso con noi la tua esperienza e averci regalato delle perle di saggezza sul tuo lavoro!